Sostenibilità

Cos'è il buco nell’ozono?

La risposta in poche righe.

Che cos’è il buco nell’ozono? Di fatto, il buco nell’ozono è l’assottigliamento dello strato di ozono presente nella stratosfera. La stratosfera è la parte dell’atmosfera che assorbe le radiazioni ultraviolette del Sole; contiene uno strato di ozono (l’ozono è un gas) in grado di fare da scudo protettivo, di riparare cioè la terra dalla maggior parte dei raggi ultravioletti provenienti dal sole.

 Buco nell'ozono

I raggi ultravioletti, infatti, vengono assorbiti dalle molecole di ozono e non raggiungono la superficie terrestre dove, in grande quantità, sarebbero molto pericolosi per la nostra salute.

La prima volta che si cominciò a parlare a livello mondiale del problema dell’ozono fu nel 1985, quando il Premio Nobel Sherwood Rowland raccontò quel che stava accadendo allo strato di ozono presente nella stratosfera, a una distanza compresa tra 10 e 40 km dalla superficie terrestre. 

Da cosa è causato il buco nell’ozono?

La maggior parte degli studiosi ritiene che la diminuzione dell’ozono sia causata essenzialmente dai clorofluorocarburi (o CFC). I clorofluorocarburi sono gas composti di cloro, fluoro e carbonio, e li usiamo dappertutto nella nostra vita quotidiana: sono usati per le bombolette spray, nei circuiti refrigeranti dei frigoriferi e dei condizionatori d’aria e come schiumogeni per la fabbricazione di materiali come il polistirolo espanso.

Una volta giunti nella stratosfera le molecole di questi gas vengono spezzettate per azione dei raggi ultravioletti con liberazione di cloro; questo elemento, a sua volta, spezza le molecole di ozono e si lega all’ossigeno atomico, impedendo in questo modo la formazione di nuovo ozono.

Per questo, oggi certe abitudini non sono più sostenibili, un po’ perché stiamo logorando lo zono da troppo tempo, e un po’ perché sulla terra siamo sempre di più. Per questo si parla di sostenibilità, la vera missione dei nostri tempo. 

Da quel 1985, servirono altri due anni perché le Nazioni Unite approvassero il Protocollo di Montreal, una limitazione valida per tutti i governi limitatamente all’utilizzo di clorofluorocarburi.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e sulle necessarie inversioni di rotta e precauzioni da adottare, nel 1998 le Nazioni Unite istituirono la Giornata mondiale per la conservazione dello strato di ozono. Destino volle, tra l’altro che la giornata cadesse proprio il 16 di settembre, nel periodo (tra metà settembre e metà ottobre) in cui il buco dell'ozono arriva alla massima estensione sopra il polo Sud.

Secondo uno studio pubblicato su Science, lo strato gassoso nell’atmosfera è tornato a un livello ottimale su circa 4 milioni di kmq sull’Antartico, una superficie pari alla metà degli Usa. Staremo a vedere, ognuno cercando, nel suo piccolo, di pensare a lungo termine, persino più lungo “di noi”. DI pensare a chi abiterà questo pianeta quando non ci saremo più. Il buco nell’ozono riguarda tutti e ci riguarderà domani. È da questo pensiero che nasce la sostenibilità, quella che parte dal cuore e non è altro che un abbraccio alla vita. 

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